Home NewsComunicati StampaLEGGE BILANCIO: VERSO LA MANOVRA 2026, PUNTI DI FORZA E NODI DA SCIOGLIERE DELLA FINANZA PUBBLICA

LEGGE BILANCIO: VERSO LA MANOVRA 2026, PUNTI DI FORZA E NODI DA SCIOGLIERE DELLA FINANZA PUBBLICA

di Promozione
1 visualizzazioni

Entro il 2 ottobre sarà varato l’aggiornamento del quadro di finanza pubblica nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), mentre entro il 15 ottobre va inviato alla Commissione europea il Documento programmatico di Bilancio e per il 20 ottobre deve essere presentato al Parlamento il disegno di legge di Bilancio.

La manovra del 2026 si inquadra in un contesto caratterizzato da una bassa crescita, su cui pesa una crisi della manifattura penalizzata dall’impatto dei dazi statunitensi. Persistono condizioni di grave recessione per la meccanica e soprattutto per la moda. Mentre si mantiene tonica l’attività nelle costruzioni, anche grazie al PNRR, si registra una diffusa incertezza per i consumi delle famiglie e i flussi turistici, che crescono meno del previsto, mentre il fatturato dei servizi in volume ristagna (+0,4% nei primi sei mesi del 2025). Sul buon andamento del mercato del lavoro, in particolare nel Mezzogiorno, si proietta la frenata delle previsioni di assunzione delle imprese, in calo del 2,1% per il trimestre settembre-novembre 2025. Le incertezze e le tensioni geopolitiche mantengono elevata la pressione dei prezzi retail dell’energia elettrica e gas.

Dopo la revisione al rialzo della crescita del PIL da parte dell’Istat, il buon andamento delle entrate tributarie e la riduzione della spesa per interessi potrebbero far rientrare il rapporto deficit/PIL sotto al 3% già nel 2025, delineando una possibile uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo. Prosegue il calo dello spread.

Il tasso di crescita della spesa primaria netta che è stato concordato con la Commissione europea pari all’1,5% medio annuo fino al 2029. Una recente analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio evidenzia che l’Italia nel 2025 non presenta scostamenti dal trend programmato della spesa primaria netta.

banner

Tra gli interventi è ipotizzata una riduzione sull’Irpef finalizzata a ridurre la pressione fiscale, che in Italia rimane elevata.

La manovra andrà a definire il sentiero di spesa per la difesa, alla luce del nuovo target del 5% del PIL per i paesi della NATO. Secondo l’ultimo quadro fornito dalla Nato, la spesa in Italia è pari all’1,5% del PIL.

La sostenibilità della finanza pubblica italiana poggia su una traiettoria di riduzione del rapporto debito/PIL a partire dal 2027. Il mancato taglio dei tassi di interesse nelle sedute del Consiglio della BCE di luglio e settembre si riverbera sulla spesa per remunerare i titoli del debito pubblico. Una eccessiva prudenza delle autorità monetarie europee rischia di compromettere la ripresa in corso degli investimenti in macchinari. Con il riordino degli incentivi agli investimenti vanno indirizzare le risorse non utilizzate di Transizione 5.0 per sostenere la crescita della produttività e la transizione green delle imprese, privilegiando il modello di sviluppo sostenibile delle piccole imprese più diffuse in settori a bassa intensità di emissioni, evitando la concentrazione sulle grandi imprese energivore. Al 24 settembre 2025 risultano non utilizzati 4,2 miliardi di euro, il 66,7% delle risorse di Transizione 5.0.

Sempre in chiave green, nella manovra dovranno essere rifinanziati i bonus edilizi, necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di risparmio energetico da conseguire con la direttiva 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD).

Le politiche per sostenere i processi di riqualificazione devono consentire di aggredire un patrimonio edilizio vetusto e poco efficiente, con oltre due terzi (68,0%) delle abitazioni occupate che sono in edifici costruiti entro il 1980, prima dello sviluppo della legislazione sul risparmio energetico degli edifici.

Un significativo impulso fiscale sull’economia reale deriva dagli interventi del PNRR, che presenta un ritardo nell’attuazione. Nel 2024 è stato realizzato solamente il 44%. La Commissione europea nelle raccomandazioni dello scorso giugno ha indicato la necessità per l’Italia di “accelerare l’attuazione del piano per la ripresa e la resilienza”.

Focus Mode
Confartigianato Cosenza
Panoramica privacy

Confartigianatocosenza.it utilizza i cookie in modo da poterti offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili.